FACILITY MANAGER, RUOLO CHIAVE NELLA DIGITAL TRANSFORMATION
BlogArticolo scritto da Elisabetta Bracci - 12.11.2019
Il ruolo chiave del Facility Manager nella digital transformation
Facility & PIL
Il 4% nel PIL Italiano è sostenuto dal settore delle costruzioni, mentre il settore servizi/assistenza in cui si inserisce il facility management pesa il 12%
Ricordiamo inoltre che il comparto servizi e facility dal 2014 a oggi è cresciuto del +6% e dà lavoro a circa 2,5 milioni di persone in Italia
Ricordiamo inoltre che il comparto servizi e facility dal 2014 a oggi è cresciuto del +6% e dà lavoro a circa 2,5 milioni di persone in Italia
Il facility manager e la digital transformation
Produttività e flessibilità sono diventati punti imprescindibili per le aziende che vogliono rimanere su mercato, o ancor meglio crescere.
Se servizi e infrastrutture non vengono digitalizzati, se perdiamo dati utili e continuiamo a comportarci da operativi e non da gestori, se e non ragioniamo a fondo sull'esperienza offerta in azienda, allora rischiamo che l'impresa corra a due velocità: quella della produzione e quella delle infrastrutture e servizi. Questo non solo significa correre più piano, ma anche e soprattutto rischiare di perdere talenti. Ad oggi infatti l'employer branding è argomento sempre più sentito poiché attrarre e trattenere persone di talento è la più grande ricchezza per una azienda
La digitalizzazione e l’interpretazione del dato divengono due fattori chiave di crescita e successo. Per questo il facility manager deve essere sempre meno un tecnico (avvalendosi ovviamente di supporto tecnico e tecnologico) e diventare sempre più una figura chiave vicina al core-business aziendale, per assicurare il difficile equilibrio tra efficienza ed efficacia con rapidità, continuità di business e un forte senso di customer focus.
Nell'intervista rilasciata al giornalista Andrea Ballocchi per Lumi4Innovation, testata online sulle nuove tecnologie e lo samart spaces, abbiamo approfondito queste tematiche, di cui riportiamo un estratto
Se servizi e infrastrutture non vengono digitalizzati, se perdiamo dati utili e continuiamo a comportarci da operativi e non da gestori, se e non ragioniamo a fondo sull'esperienza offerta in azienda, allora rischiamo che l'impresa corra a due velocità: quella della produzione e quella delle infrastrutture e servizi. Questo non solo significa correre più piano, ma anche e soprattutto rischiare di perdere talenti. Ad oggi infatti l'employer branding è argomento sempre più sentito poiché attrarre e trattenere persone di talento è la più grande ricchezza per una azienda
La digitalizzazione e l’interpretazione del dato divengono due fattori chiave di crescita e successo. Per questo il facility manager deve essere sempre meno un tecnico (avvalendosi ovviamente di supporto tecnico e tecnologico) e diventare sempre più una figura chiave vicina al core-business aziendale, per assicurare il difficile equilibrio tra efficienza ed efficacia con rapidità, continuità di business e un forte senso di customer focus.
Nell'intervista rilasciata al giornalista Andrea Ballocchi per Lumi4Innovation, testata online sulle nuove tecnologie e lo samart spaces, abbiamo approfondito queste tematiche, di cui riportiamo un estratto
«se volessimo paragonare un’azienda a un corpo umano, il facility manager è lo scheletro, poiché gestisce la struttura di sostegno al core-business. Il suo ruolo è rendere le infrastrutture e i servizi un booster per la flessibilità e la crescita aziendale. La sua sfida è puntare sulla digitalizzazione, uscire dal concetto di puro taglio verticale ai costi e comunicare al meglio il valore delle attività strategiche che gestisce quotidianamente»
Vedi il resto dell'intervista a questo LINK
